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L’importanza di guardare al futuro

Mantova Ambiente propone qui le parole del domani, pensate e scritte in linea con l’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile, il grande programma lanciato dalle Nazioni Unite per affrontare le sfide mondiali della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

  

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Obiettivi dell’Agenda 2030 ONU su cui lavora Mantova Ambiente.
Per saperne di più:
unric.org/it/agenda-2030/
teaspa.it

Parole per aprirsi all’ascolto

Le parole che abbiamo scelto per il calendario del 2021 ci aiutano a disegnare il futuro, ci guidano per renderlo concreto e tangibile, ci orientano nel nostro lavoro per migliorare l’ambiente e il benessere delle persone. Queste parole non vedono più solo l’uomo al centro, ma ci fanno riflettere sul nostro rapporto col mondo poiché è nostra, oggi più che mai, la responsabilità di aprirci all’ascolto, di fare scelte responsabili, a partire dalle abitudini e dai piccoli gesti quotidiani. Abbiamo a disposizione un’infinità di parole per progettare il futuro: quali sono le tue?

Se hai voglia di mandarci i tuoi spunti di riflessione, scrivici a relazioni.esterne@teaspa.it

evoluzione – riduzione – necessità

   

L’economia circolare minimizza i rifiuti, rispetta l’ambiente e stimola il progresso. 

I beni materiali, una volta utilizzati, hanno avuto a lungo come unica destinazione una discarica o un inceneritore. La vita degli oggetti era scritta su un’immaginaria linea di nascita-vita-morte che nel tempo ha dissipato enormi quantità di energia e prodotto grandi impatti sull’ambiente. Ma anche l’economia si evolve: oggi sappiamo che l’idea migliore per un mondo sostenibile è abbandonare la linea, che conduce un oggetto alla sua fine, e trasformarla in un circolo, che lo rigenera. Se la maggior parte dei beni gettati via riuscisse a rinascere, la produzione di rifiuti sarebbe ridotta ai minimi termini, rendendo felice e duratura la convivenza tra l’economia e l’ambiente.

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recupero – creatività – idea

  

Progettare gli oggetti perché possano essere riutilizzati ed avere nuova vita, è la sfida principale di chi li produce.

Gli smartphone sono un indizio del nostro rapporto con l’ambiente. Il primo modello efficacemente smontabile e riparabile è stato certificato solo nel 2017. Gli altri, invece, sono recuperati con un grande dispendio di energia. L’economia circolare arriverà: a patto che nelle industrie, menti creative progettino prodotti che vivano a lungo e siano recuperati quasi integralmente una volta inutilizzabili. Nelle fabbriche, accanto alle catene di montaggio dovrebbero esistere quelle di smontaggio: lunghi nastri che, in direzione opposta, portano gli oggetti a essere disgregati per essere ricostituiti. E le miniere che estraggono materie prime potrebbero essere sigillate, quando i laboratori inventeranno nuovi materiali affidabili e totalmente rinnovabili.

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durata – riuso – condivisione

  

Donare una lunga vita agli oggetti (regalandoli, riutilizzandoli, recuperandoli) alleggerisce il loro peso sull’ambiente.

Si dice che negli anni ‘90 i pediatri del Boston Children’s Hospital avessero lasciato dei vecchi libri nelle sale d’aspetto. In pochi giorni erano tutti spariti. Invece di disperarsi per il furto, si decise di creare un sistema di scambio di volumi. Ora moltissime città si stanno attrezzando con l'apertura di spazi dedicati allo scambio di oggetti, per evitare che finiscano in qualche cassonetto. A Berlino esiste una “biblioteca delle cose” per lo scambio gratuito, a Parigi esistono più di 130 associazioni dedicate al riuso e in Svezia è stato da poco inaugurato un intero centro commerciale che vende solo oggetti recuperati e riparati. Perché se qualcosa non ti serve più, non è detto che non possa servire a qualcuno.

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bisogno – consumo – equilibrio

  

Acquistare solo ciò che davvero serve evita lo spreco e ci rende responsabili.

In Italia buttiamo via oltre 15 miliardi di euro di cibo ogni anno. La maggior parte di questa emorragia di risorse preziose non avviene nei campi, dove a volte le eccedenze vengono mandate al macero, e non è causata dell’invenduto della grande distribuzione: lo spreco più imponente avviene, per il 78%, nelle nostre case. Nella pattumiera domestica finiscono pane, frutta, verdura, pasta fresca, bevande analcoliche. Riempire il frigorifero senza criterio non rispetta l’ambiente. Dovremmo comprare solo quello che ci serve, magari organizzando in anticipo il menù della settimana o facendo un’oculata lista della spesa. E forse, dicono molti studi, non andando affamati al supermercato.

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equità – ecologia – economia

 

La crescita economica si realizza in un ambiente sano ed in una società più giusta ed equa.

Le Nazioni Unite, riunite a New York per definire i 169 traguardi che la società umana deve raggiungere entro il 2030, hanno sottolineato che si può parlare di sviluppo solo a determinate condizioni. Il buon andamento dei parametri economici deve tener conto anche della sopravvivenza degli ecosistemi e della scomparsa delle profonde differenze che esistono tra sessi, età, gruppi e Paesi: la stabilità dell’ambiente deve coesistere con la crescita economica e con l’uguaglianza sociale. Solo se questo avviene – e se viene rispettato anche per le generazioni future – si può dire che lo sviluppo umano è sostenibile.

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lealtà – trasparenza – informazione

  

Rendere accessibili a tutti conoscenza e informazione è la base di una società partecipata.

Quanto è pulita l’aria che respiro? Qual è la qualità del territorio in cui vivo? E come vengono trattate le informazioni che rilascio quando interagisco col computer? Esistono innumerevoli dati che riguardano la nostra vita. Conoscerli – o sapere come sono gestiti – è un diritto di tutti, perché non si può scegliere senza conoscere. Eppure, anche se i budget dedicati alla trasparenza sono in crescita, troppo spesso i dati rimangono inaccessibili perché racchiusi in archivi irraggiungibili o perché i cittadini non possiedono strumenti adatti a raccoglierli. Una società evoluta non solo garantisce la correttezza dei dati, ma anche il pubblico accesso all’informazione.

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biodiversità – attenzione – salvaguardia

   

Saper scegliere ciò che consumiamo può contribuire a ridurre i rischi ambientali e a rendere migliore la vita per le specie animali e per la vegetazione.

In Europa esistono circa 2.000 specie di api oltre a quella da miele, un patrimonio di diversità biologica capace di sostenere gran parte dell’esistenza degli ecosistemi: questi insetti garantiscono infatti la sopravvivenza dell’84% delle piante. Purtroppo l’ambiente è in crisi: di quasi il 60% delle specie di api non si ha notizia, mentre è certo che circa il 15% di esse sia a rischio estinzione o vicino al collasso. La causa di questa e altre minacce alla biodiversità è il nostro modello di consumo, che utilizza grandi quantità di energia fossile e un’agricoltura poco attenta agli equilibri dell’ecosistema. Prestare attenzione agli impatti di ciò che consumiamo può fare la differenza per preservare la vita sulla Terra.

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obiettivo – insieme – fiducia

  

Possiamo affrontare la crisi climatica solo ragionando insieme, come comunità globale.

L’Accordo per il clima firmato a Parigi nel 2015 ha segnato un traguardo storico, perché è riuscito a coinvolgere la comunità globale intorno all'obiettivo comune di mantenere l’aumento della temperatura media terrestre entro un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali. Ogni Paese ha dichiarato le proprie intenzioni per risolvere l’emergenza. L’Europa poi ha promesso di cambiare completamente colore all’economia del continente, virandolo dal nero del carbone al verde delle energie rinnovabili e annunciando di voler diventare, entro il 2050, la prima realtà politica al mondo ad azzerare le emissioni di gas serra. Questo Green Deal finanzierà le riconversioni energetiche e sosterrà anche biodiversità, mobilità, sistemi energetici più efficienti ed economia circolare.

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curiosità – progetto – lungimiranza

  

Investire sulle nuove generazioni ci aiuterà a rendere il mondo migliore.

Dal 2020 in Italia è finalmente obbligatoria in tutte le scuole l’educazione civica, una materia imperniata anche sulla consapevolezza delle dinamiche dell’ambiente. È una semina che deve portare a buoni raccolti, perché solo le attuali generazioni possono correggere i corsi errati che la storia umana ha imboccato. Come si dipanerà la vita dei bambini e dei ragazzi nessuno lo può prevedere, ma se sapremo trasmettere loro conoscenza, curiosità, fiducia e cultura del fare – e soprattutto, del “fare insieme” – avremo costruito le fondamenta di una società sapiente e partecipata, in grado di affrontare consapevolmente la questione ambientale.

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responsabilità – benessere – prevenzione

  

Usare energie pulite è una delle azioni migliori che possiamo fare per il futuro del nostro Pianeta 

L’avvento delle energie fossili, a base di carbonio, ha drammaticamente trasformato l’atmosfera terrestre, generando il 60% dei gas che stanno mutando il clima e facendoci correre verso una crisi climatica senza precedenti nella storia della Terra. L’alternativa esiste: utilizzare fonti energetiche che non bruciano carbonio e che quindi non producono CO2. Per fortuna possediamo la tecnologia per catturare questa energia, che è inesauribile. Moltissime città, in tutto il mondo, hanno dichiarato di volersi connettere sempre più al Sole, al vento e ad altre energie rinnovabili, aumentando il verde urbano in grado di catturare la CO2. È il futuro carbon-neutral.

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qualità – cura – vita

  

Avere cura di ogni aspetto della propria comunità aumenta il benessere 

A Nimega, nei Paesi Bassi, gli abitanti sono centrali nella vita della loro città. Il parco eolico è sostenuto dalle azioni acquistate da migliaia di cittadini e gruppi di persone – soprattutto famiglie con bambini – si organizzano in squadre per pulire i loro quartieri e avviare al riciclo i rifiuti abbandonati. È solo un esempio di ecofilia (amore per la propria casa) basata sull’ecologia (conoscenza della propria casa): un’attitudine che eleva la qualità di vita dell’intera comunità. E che da un punto di vista laico riecheggia l’idea su cui si basa l’enciclica Laudato si' di Papa Francesco: la cura della nostra “casa comune”.

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comunità – partecipazione – individuo

  

Contribuire a eliminare le disuguaglianze ci aiuterà a rendere più inclusiva e produttiva la vita sociale, culturale, politica ed economica.

Il senso di comunità è “la sensazione di appartenere a una struttura pienamente stabile e affidabile”, scriveva il visionario psicologo Seymour Sarason negli anni ’70. Eppure le comunità umane appaiono oggi piuttosto instabili, perché nel mondo esistono ancora troppe disparità: di reddito, di diritti, di accesso ai servizi. Le disuguaglianze sono sabbia negli ingranaggi del motore sociale. Per questo le Nazioni Unite hanno voluto dedicare proprio a questi contrasti uno dei 17 obiettivi di sviluppo. L’età, il genere, la disabilità, l’origine, la religione o lo status economico non possono essere ostacoli alla piena partecipazione di un individuo alla comunità dove ha scelto di vivere.

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